Progetti

Le.Viss dona Quarantamila euro al centro di Ematologia

Consegnata l’ultima tranche del finanziamento per il progetto di studio sui test diagnostici per pazienti oncologici e trapiantati
Quarantamila euro per un progetto per una ricerca non sono pochi ma è quanto ha raccolto la Le.Viss. (Leucemia Vissuta) onlus per la messa a punto di test diagnostici per individuare precocemente le infezione fungine e anticipare così le terapie antimicotiche specifiche e ridurre al minimo i danni che provocano all’organismo già debilitato dei pazienti onco-ematologici trapiantati. Al progetto, iniziato quasi due anni fa e che ha già coinvolto una sessantina di pazienti collaborano, oltre al Centro Trapianti di Midollo, l’Ematologia e la Microbiologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona. Ieri, nel Reparto di Ematologia di Borgo Roma, il presidente della Le.Viss, Graziella Bazzoni ha consegnato a Stefano Benedetti, responsabile del Centro Trapianti Midollo Osseo l’ultima tranche del finanziamento. Presente all’incontro Andrea Miglioranzi, presidente di Amia che afferma: “Non potevo mancare a questo impegno di solidarietà così importante che da diversi anni contraddistingue l’associazione Le.viss.: sostenitrice e promotrice di tante attività sociali e solidali a sostegno del malato ematologico e sempre impegnata a supportare nuovi progetti di ricerca”.

MIDOLLO OSSEO:
Assegno per la ricerca e appello ai donatori

Un assegno di seimila euro per portare avanti un progetto importante di quella ricerca di cui sempre si parla perchè i fondi per sostenerla non ci sono mai. Adesso qualcosa è arrivato, dalle mani dell’associaizone Le.viss, il cui acronimo significa leucemia vissuta, a quelli del reparto di Ematologia del policlinico e più specificatamente del Centro trapianti di midollo osseo. Serviranno per capire come evitare quelle complicanze post trapianto che mettono a rischio la vita di un terzo dei pazienti. Una sorta di rigetto dell’organismo da parte del sistema immunitario, detta in termini poco tecnici.

Cioè, nel trapianto di midollo vengono trapiantate le cellule staminali dalle quali ha origine il sistema immunitario. E così , dopo il trapianto, il sistema immunitario della persona trapiantata cambia e diventa quello di chi ha donato. Può capitare poi che il nuovo sistema immunitario si accorga di non essere a casa propria e cerchi di rigettare l’intero organismo.

“In alcuni casi -spiega il direttore del Centro trapianti midollo osseo- le conseguenze sono lievi, come per esempio uno sfogo epidermico, una determatite. Ma in tanti altri casi vengono coinvolti organi vitali e il paziente rischia la morte”.

Questi soldi andranno proprio qui, alla ricerca di una soluzione. Soldi che arrivano, in parte, da tappi di sughero riciclati da Amia, conferiti alla multinazionale del sughero in cambio di sodi poi girati alla Le.viss.

Un importante gesto, che però non può prescindere da un altro, senza il quale non ci sarebbe nulla. Quello dei donatori di midollo. Donatori che però potrebbero essere molti di più.

“Il nostro scopo -spiega la presidente di Le.viss Graziella Bazzoni – è quello di incrementare il numero di donatori di midollo osseo. Il problema è che ce ne sono molti meno di quanti potrebbero e la causa è spesso la poca informazione. Noi vogliamo che tanti capiscano che potrebbero essere donatori, senza particolari sforzi”.